27 Gennaio 2026
Dott.ssa Nadia Di Lorenzo
Pedagogista clinico
Direttore Centro Multifunzionale “GioEduLab”
Direttore ANPEC Regione Sicilia
Ansia scolastica negli studenti, paura della verifica a scuola, vuoti di memoria durante le interrogazioni, emozioni e rendimento scolastico, difficoltà di apprendimento legate all’ansia, blocco emotivo durante le prove, stress scolastico negli adolescenti, rendimento scolastico e ansia, ruolo delle emozioni nello studio, motivazione allo studio e ansia, disagio scolastico e apprendimento, gestione dell’ansia scolastica, paura di sbagliare a scuola, verifica scolastica e stress, supporto emotivo agli studenti, ruolo educativo dei genitori, responsabilità educativa degli adulti, emozioni negative e studio, autostima e rendimento scolastico, prevenzione del disagio scolastico.
Emozioni e rendimento scolastico
“Dice di aver studiato, ma poi se gli faccio qualche domanda non sa nulla!!!”; “Come è possibile che dopo aver studiato a scuola prende un voto insufficiente?”; “Avevo studiato, ma poi alla lavagna non sono riuscito a ricordare più nulla, vuoto!!!”
Quante volte sentiamo queste frasi dai nostri ragazzi o dai loro genitori, frasi che si ripetono in generale sia per gli studenti autosufficienti che studiano in autonomia, sia per gli studenti che seguono percorsi di sostegno scolastico pomeridiano!!!
Proprio oggi ho incontrato un genitore arrabbiato perchè la figlia alla verifica serale dopo un pomeriggio al doposcuola non ripeteva adeguatamente!!! Eppure quella ragazzina aveva studiato proprio con me, quindi ero certa che sapesse la lezione!!!
Il ruolo delle emozioni nell’apprendimento
Ecco, le emozioni ci giocano un brutto scherzo!!! Quella sensazione di vuoto e di mancanza di memoria che ci assale di fronte alla prova dipende spesso dalla paura e dell’ansia. Emozioni molto frequenti e molto scomode per lo studente!!!
In realtà ne abbiamo parlato tante volte: le emozioni guidano qualunque azione della nostra vita e qualunque apprendimento. Se qualcosa mi piace e mi suscita emozioni gradevoli allora tenderò a vivere quella esperienza e a ripeterla; tutto ciò che mi genera ansia, paura, tristezza produce una sola reazione: evitamento!!!
Educare alle emozioni per favorire lo studio
E’ importante suscitare emozioni positive nei nostri studenti, l’apprendimento può essere vissuto seramente e con successo solo se lo studente affronta questa parte della sua vita con piacere, con gioia, con motivazione, con soddisfazione! Attenzione: non si tratta di rendere il percorso più semplice, di accontentarsi e di regalare voti per produrre endorfine!!!! Al contrario, l’impegno e il sacrificio, ma anche la giusta ricompensa al lavoro svolto determinano emozioni molto importanti quali la fierezza, la determinazione, l’autostima rinforzata! Occorre saper però comprendere quando i nostri studenti hanno un problema di emozioni negative, li bisogna sostenerli per evitare che stratifichino ansia, paura, insoddisfazione, senso di inefficacia e quindi, fuga dallo studio!!!
Verifiche, responsabilità e ruolo dell’adulto
Alcuni consigli pratici?? Non servono le doppie verifiche, le interrogazioni di controllo serale, l’esposizione a prove del proprio operato. Spesso noi genitori generiamo situazioni di ansia involontarie: se affidiamo il compito del doposcuola a un terzo soggetto, il rapporto di fiducia è fondamentale: inutile tutte le sere esporre lo studente a una verifica solo per “controllare” l’operato del professionista cui mi affido, meglio cambiare ente!!! I nostri figli non hanno bisogno di essere verificati e controllati, ma di assumersi le proprie responsabilità, di crescere nell’impegno e nel sacrificio e di imparare anche sbagliando: un brutto voto non ha procurato danni permanenti a nessuno se consapevolmente conseguente a uno studio approssimativo!!!
La verifica come strumento educativo e non di controllo
Anche a scuola, la verifica non dovrebbe mai essere una forma di mero controllo dello studio pomeridiano, ma un momento di sintesi e di consapevolezza degli apprendimenti e del percorso personale avvviato dal discente!!! Si tratta di dare a ogni intervento educativo il giusto significato per evitare di esporre i giovani a situazioni di frustrazione che comunque non producono alcun risultato utile!!!
E’ un cambio di prospettiva dell’adulto e, ancora una volta, comporta una assunzione di consapevolezza del proprio ruolo decisivo nella maturazione globale del giovane!
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