Difficoltà di apprendimento

06 Novembre 2025

Dott.ssa Nadia Di Lorenzo
Pedagogista clinico
Direttore Centro Multifunzionale “GioEduLab”
Direttore ANPEC Regione Sicilia

Sognando un sistema scolastico per tutti e per ciascuno

Difficoltà di apprendimento a scuola, inclusione scolastica, bambini con DSA e ADHD, didattica personalizzata, supporto educativo per studenti speciali

La fatica quotidiana dei bambini con difficoltà di apprendimento

Un bambino con difficoltà negli apprendimenti, legate a una diagnosi di DSA o anche di altra natura, fa un’enorme fatica a vivere la sua giornata scolastica. Ogni attività di studio e apprendimento è irta di ostacoli: non riesce a concentrarsi, non ha buone capacità mnesiche, non riesce a leggere, computare o scrivere. Per un bimbo con tante vulnerabilità la scuola può diventare qualcosa da evitare perché troppo faticoso, quindi demotivante.

Non si tratta solo della fatica nelle funzioni esecutive, ma anche della frustrazione nello svolgere un compito al di sopra delle sue possibilità. È come se fossimo costantemente chiamati a portare a compimento un’attività senza averne le reali possibilità: la scuola ancora oggi non ha cambiato modo di strutturare gli apprendimenti. I bambini in difficoltà devono affrontare una richiesta che non gli è propria e trovare le energie per riuscire.

Spesso non riescono, e allora la frustrazione diventa ansia, evitamento, magari anche somatizzazione.
Alle volte riescono lo stesso, compensano, perché sono bambini profondamente intelligenti e a volte con un quoziente intellettivo più alto; allora imparano la resilienza e la capacità di problem solving.

Verso una scuola inclusiva e realmente personalizzata

Quando un bambino mostra difficoltà persistenti con i “compiti e gli obiettivi tradizionali” è necessario attivare un percorso diagnostico: purtroppo senza una diagnosi chiara degli organi competenti la scuola non può garantire alcun percorso personalizzato o differenziato.

Ma è vero anche che convertire la struttura dell’apprendimento in classe risulta ancora oggi un miraggio. In realtà ogni classe scolastica presenta alunni con certificazioni e bisogni educativi speciali, quindi occorrerebbe domandarsi quale prospettiva occorre assumere.

La legge prevede per gli studenti con bisogni speciali misure compensative e dispensative e una didattica personalizzata, con piani didattici che tengano conto delle reali possibilità del singolo alunno. Ma è davvero sufficiente?

La Pedagogia Clinica si fonda sull’assunto che ogni persona è unica e irripetibile, con un enorme bagaglio di potenzialità, disponibilità e abilità. Se si considerasse il gruppo classe non come un piano didattico, ma come la somma di tutti questi universi unici e speciali, allora anche la didattica cambierebbe.

Ieri mi è capitato di incontrare i docenti di un bambino con ADHD.
Mi dicevano: “Quando si stanca gli diciamo di trovare un angolo dove fare altro senza disturbare”.
Oppure: “Il bambino predilige le attività giocate, con componente motoria, creative e manuali”.

Allora la mia proposta a queste docenti attente e concentrate sui bisogni del bambino è stata:
e se si pensasse un’intera classe a misura di ADHD?
Se ogni attività, spiegazione e proposta didattica tenesse conto dei tempi di faticabilità dell’alunno speciale?
Se le pause fossero per tutti e non solo per chi non riesce?
Se le attività fossero per tutti giocate, creative e con componente motoria?

Come sarebbe diversa la scuola se ogni classe si reinventasse in funzione degli alunni presenti!

In presenza di bambini con DSA, ad esempio, si potrebbe far studiare tutti con la strategia delle mappe mentali, non solo il minore con dislessia. Se ci sono difficoltà a computare o scrivere, si potrebbe immaginare per tutti una serie di attività per migliorare tali abilità, a partire dal gioco, dai colori, dai ritmi.

Una classe dovrebbe essere un universo familiare in cui tutti e ciascuno sono accolti e amati per ciò che sono, valorizzando le potenzialità di ciascuno e dando spazio a una didattica che diventa davvero inclusiva solo se tutti possono fare insieme.

In questo contesto, nessuno si sente escluso, diverso, incapace, perché tutti imparano con modalità e strategie adatte a ciascuno. Questa è la scuola che sogno come Pedagogista Clinico e Tutor dell’apprendimento, per tutti i bambini speciali che incontro ogni giorno nel mio lavoro.

bambini con DSA e ADHD

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