21 Gennaio 2026
Dott.ssa Nadia Di Lorenzo
Pedagogista clinico
Direttore Centro Multifunzionale “GioEduLab”
Direttore ANPEC Regione Sicilia
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La ricerca di senso degli adolescenti
I fatti di Crans-Montana, le notizie di cronaca di violenza o bullismo, i racconti di depressioni o autolesionismo, i gesti estremi contro se stessi…
Tutto questo ci racconta un’adolescenza che soffre, ma che spesso resta incompresa. È sempre stato così? Oppure è cambiato qualcosa? Ai nostri tempi… questa la frase che diciamo spesso. Noi non andavamo a ballare a 16 anni; noi non facevamo questo o quello. Ci arroghiamo il diritto di sindacare su questi giovani, come se loro non fossero i nostri figli, i nostri discenti, il risultato del nostro stile educativo.
Gli adolescenti di oggi sono i nostri figli
Gli adolescenti di oggi sono i nostri figli: hanno formato la loro coscienza e la loro struttura di valori sulla base di quello che noi abbiamo loro trasmesso, su quanto abbiamo scelto di impostare come nucleo di valori. Guardando loro, ci guardiamo allo specchio nel nostro ruolo di adulti: se loro falliscono, siamo noi a fallire.
Se i giovani di oggi non conoscono una gerarchia di valori, non costruiscono la relazione sul rispetto, se hanno paura di stare al mondo e di relazionarsi con l’altro, se pensano sia più facile lasciare questo mondo più che trovare il modo di viverlo… questo ci richiama alla nostra responsabilità di adulti che hanno abdicato il proprio ruolo educativo.
L’orizzonte di bellezza e di vita
Eppure non dobbiamo dimenticare l’orizzonte di bellezza cui ancora possiamo sensibilizzarli ed educarli. L’orizzonte che guarda alla vita, alla possibilità di abitarla e di trovare il proprio ruolo nel contesto in cui ci troviamo. Tutto questo parte dall’educare i giovani a riscoprire la ricchezza della propria persona: ogni individuo unico e irripetibile deve riconoscersi come nucleo e portatore di potenzialità, disponibilità e abilità che, superando ogni difficoltà e fragilità, possono condurre alla piena consapevolezza del proprio valore per sé, in relazione all’altro, in relazione al contesto.
Il valore dell’altro e della relazione
Inoltre, i giovani vanno nuovamente educati alla potenzialità dell’altro, al riconoscimento del valore della persona che mi sta accanto, che incontro nel quotidiano, al dialogo con il diverso da me, che si fa ricchezza per la mia crescita.
Infine, i giovani devono riscoprire l’orizzonte di senso a cui ciascuna vita è chiamata: l’impegno nel sociale, nel volontariato, l’assunzione di una responsabilità e di un impegno che sia per l’altro, la bellezza della cultura, dell’arte, della conoscenza. I giovani hanno bisogno di scoprire la bellezza fuori da sé, per rispondere al bisogno di senso.
Occorre ancora riscoprire l’affettività perduta, il valore dell’affetto dell’altro nella vita: i giovani di oggi hanno bisogno di sentirsi amati, perché spesso hanno imparato a fare a meno dell’amore dell’altro, perché i genitori di oggi siamo stati troppo impegnati a guardare ai nostri bisogni per essere presenza stabile e affettiva per loro. Abbiamo educato i nostri giovani all’egoismo, all’arrivare, al risultato, al buon voto, a vincere sempre… e poi ci stupiamo se non sono in grado di stare in un mondo fatto di relazione e di rapporto con il diverso da me.
Ripartire insieme
Occorre ripartire da questi orizzonti di senso, ascoltare le istanze dei giovani, camminare insieme con loro come genitori ed educatori credibili, per far maturare gli adulti di domani.
Un cambio di prospettiva
È un percorso che parte dagli adulti… primi destinatari di un cambio di prospettive che, a cascata, arriverà a questa generazione di adolescenti che hanno solo bisogno di riscoprirsi figli di una generazione matura!
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