Valore terapeutico dell’ozio

16 Dicembre 2025

Dott.ssa Nadia Di Lorenzo
Pedagogista clinico
Direttore Centro Multifunzionale “GioEduLab”
Direttore ANPEC Regione Sicilia

Vacanze di Natale: Il valore terapeutico dell’ozio

Durante le vacanze: fermarsi invece di aggiungere

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Cosa facciamo durante le vacanze? Cosa organizziamo? Continuiamo la Pedagogia Clinica, la Logopedia o la Psicomotricità? Aggiungiamo qualche incontro?

Sono domande che ci vengono rivolte spesso e la nostra risposta è no. Infatti, durante le vacanze non dobbiamo aggiungere o programmare un “di più”. Al contrario, proprio in questo tempo è importante riscoprire il valore dell’ozio.

L’ozio è spesso considerato qualcosa di negativo, qualcosa da evitare. Ci viene insegnato che è il padre di tutti i vizi e, in parte, questo è vero: non può essere una regola di vita. Tuttavia, esistono momenti in cui è necessario rallentare, fermarsi, concedersi il nulla e il non fare.

Il bisogno di rallentare nella quotidianità dei bambini

I nostri bambini hanno agende fitte: scuola, compiti, sport, scout, catechesi, uno strumento, l’inglese e, in alcuni casi, anche incontri di aiuto. Una programmazione continua che riduce il tempo del riposo e dell’ozio a pochi minuti al giorno. Ma allora, quando hanno il tempo di fermarsi e riflettere? Quando possono godersi davvero un momento?

Diventano consumatori seriali di esperienze, eppure senza avere lo spazio per verbalizzare un vissuto, un’emozione, una riflessione.

Lasciamo ai nostri bambini il tempo del riposo, dell’annoiarsi, del divano, della coccola, della passeggiata fatta solo per il piacere di farla. Allo stesso tempo, lasciamo spazio alla cioccolata calda e all’abbraccio di mamma e papà che posano il telefono e guardano insieme quel film “da continuare” da tempo.

Lasciamo che il Natale sia anche questo: nessun programma, solo il sano diritto di annoiarsi. Per questo, perché no, insieme.

Valore terapeutico dell’ozio

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