09 Febbraio 2026
Dott.ssa Nadia Di Lorenzo
Pedagogista clinico
Direttore Centro Multifunzionale “GioEduLab”
Direttore ANPEC Regione Sicilia
Imparare ad amarsi
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Da Pedagogista clinico uno degli aspetti più difficili del mio lavoro è infondere fiducia in sé stessi nei ragazzi che quotidianamente seguo. Tutti diversi. Tutti unici e irripetibili. Ma tutti con una grande fatica a compiere un passo necessario: imparare ad amarsi.
La Pedagogia clinica e la scoperta di sé
La Pedagogia clinica, come scienza distintiva, si propone di aiutare e sostentare la persona a scoprire la propria unicità, nella globalità delle sue potenzialità, disponibilità e abilità.
Questo per poter superare stati di disagio e disequilibrio.
Quando nel mio studio arriva un nuovo bambino, perché mi occupo principalmente di bambini e ragazzi, la mia sfida è proprio questa. Far scoprire a quella piccola persona in formazione il suo enorme potenziale e universo di abilità, per aiutarlo a conoscersi e ad imparare ad amarsi.
Questo percorso è molto più difficile che potenziare abilità di apprendimento, funzioni esecutive o strategie di studio. Spesso i genitori chiedono il mio supporto a questo fine.
Le difficoltà dei bambini e dei ragazzi
Sono studenti in difficoltà, bambini che non sanno giocare con gli altri, ragazzini con ipercinesia, difficoltà a contenere i propri agiti, disattenti e disorganizzati, sono adolescenti con stati di ansia e preoccupazione. Ma in realtà, quello che più li accomuna è il non credere in sé stessi, il non conoscersi e il non amarsi.
Per questo uno dei miei obiettivi di intervento è sempre la conoscenza di sé, la scoperta delle proprie potenzialità: se un bambino non sa quanto vale, quanto possiede, quanto può esprimere, non sarà mai efficace nello studio, nella relazione, nella dimensione personale.
Il ruolo degli adulti e del professionista
In questo senso, anche i genitori e gli adulti di riferimento sono chiamati a cambiare prospettiva: non abbiamo nulla da potenziare, ma una persona da aiutare a conoscersi e amarsi. Attraverso la Pedagogia clinica, quindi, il mio intervento in aiuto a minori con difficoltà in vari ambiti di vita parte sempre da un obiettivo principale: imparare ad amarsi.
Il bambino che sviluppa autostima e senso di autoefficacia, che si conosce e sa quali sono le sue potenzialità e anche le sue fragilità, sarà capace di mettersi in gioco, di sperimentarsi, di trovare adattamenti e soluzioni per superare gli stati di disagio.
Questo è il compito del professionista in aiuto alla persona: non trovare soluzioni, non potenziare gli apprendimenti, ma sostentare la persona a conoscersi, amarsi, attivarsi, adattarsi, stimarsi.
Dietro ogni bambino con una difficoltà scolastica, relazionale, personale, si nasconde un universo di fragilità emotive, di paure, di certezza di non essere capaci.
Sconfiggere questo stato personale è il primo passo per restituire alla persona la sua capacità di abitare la sua vita.
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