Sintomi ADHD bambini

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16 Marzo 2026

Dott.ssa Nadia Di Lorenzo
Pedagogista clinico
Direttore Centro Multifunzionale “GioEduLab”
Direttore ANPEC Regione Sicilia

ADHD: cosa sapere, quando preoccuparsi, come intervenire

Con l’acronimo ADHD si intende un disturbo dell’età evolutiva in cui si manifesta un deficit di attenzione, di iperattività e di impulsività, spesso legato a condotte oppositive e provocatorie. E’ un disturbo molto complesso, che si presenta sin dai primi anni di vita del minore e lo accompagna spesso per tutta la vita, e che compromette vari spazi di crescita, ma soprattutto la vita di relazione e la socialità.

E’ un disturbo spesso sottovalutato, perché si scambia per una difficoltà di gestione dei comportamenti e degli agiti, una fatica a rispettare le regole quasi da etichettare come “maleducazione” o mancanza di riconoscimento dell’adulto e delle regole.

In realtà è un disturbo con una sua eziologia e fenomenologia, molto diffuso soprattutto nella popolazione maschile e che, se non sostenuto e trattato, può comportare conseguenze stabili e durature che possono portare anche a disturbi psicopatologici in età adulta.

Il bambino con ADHD è un bambino che ha difficoltà di tenuta dell’attenzione, ipercinesia e difficoltà a contenere gli stimoli motori e verbali, facilmente irritabile e che non accetta le frustrazioni, con comportamenti impulsivi e spesso anche pericolosi. Il bambino non sceglie di comportarsi male, il bambino non è in grado di regolare la propria volontà e attività verso comportamenti e agiti conformi alle regole sociali e ambientali. Questo disturbo comporta una compromissione importante nella vita di relazione e nella maturazione complessiva: spesso ci si preoccupa dell’aspetto apprenditivo, della difficoltà e dell’insuccesso scolastico; in realtà, il problema più grave per questi bambini è proprio la compressione della vita sociale non essendo in grado di costruire relazioni efficaci con i pari e subendo evitamenti e rifiuti.

Il ruolo della famiglia e l’importanza dell’intervento

Il primo campanello di allarme dovrebbe essere attivato dalla famiglia: i genitori sono i primi osservatori dei propri figli e possono rendersi conto se il bambino mostra i segnali tipici di un possibile disturbo ADHD: occorre saper chiedere aiuto, informarsi, attivarsi.

Non bisogna preoccuparsi delle diagnosi e dei percorsi di aiuto: una informazione spesso sconosciuta è che il bambino con ADHD che viene seguito può imparare a gestire i propri disturbi riuscendo anche a pervenire a una risoluzione completa del disturbo in età adolescenziale.

Al contrario, un bambino con ADHD non seguito e supportato sviluppa psicopatologie, dipendenze e comportamenti autolesionisti, comportamenti delinquenziali.

Non è possibile quindi ignorare il problema sperando che “passerà”, perché il quadro clinico di un minore con ADHD non aiutato determina un grave peggioramento.

Campanelli di allarme tra 0 e 5 anni

Quali sono i comportamenti che fungono da campanello di allarme in età 0- 5 anni:

  • Forte irritabilità;
  • Pianti inconsolabili e irragionevoli;
  • Mancata capacità di gestire le frustrazioni;
  • Difficoltà nel ritmo sonno – veglia
  • Attuazione di giochi semplici, privi di regole strutturate, incapacità al gioco simbolico;
  • Presenza del gioco parallelo: gioca vicino agli altri ma non con gli altri;
  • Condotte pericolose;
  • Difficoltà a mantenere attenzione sostenuta su un compito;

Segnali in età scolare

In età scolare a queste indicazioni è possibile aggiungere:

  • Difficoltà scolastiche;
  • Sintomi cognitivi;
  • Aumento di comportamenti oppositivi;
  • Carenza di relazioni con i pari;

Il bambino con ADHD ha bisogno di un supporto specializzato, deve imparare a conoscere le sue fragilità, a entrare in contatto con la sua fatica attentiva e cinetica; deve essere sostenuto nell’imparare a gestire gli stimoli; ha bisogno di regolazione emotiva.

Non lasciamoli soli.

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ADHD: cosa sapere, quando preoccuparsi, come intervenire

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