Separazione dei genitori

12 Dicembre 2025

Dott.ssa Nadia Di Lorenzo
Pedagogista clinico
Direttore Centro Multifunzionale “GioEduLab”
Direttore ANPEC Regione Sicilia

Mamma e papà si sono separati… ho ancora i miei genitori?

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Ogni giorno nei nostri Centri aggregativi e al Centro Multifunzionale GioEduLab ci troviamo in relazione con bambini che vivono e affrontano il dolore della separazione dei propri genitori. Come si può sostenere il benessere del minore quando convive con le scelte degli adulti?

Proprio in questi giorni abbiamo conversato con alcuni genitori sui bisogni dei propri figli nel percorso di accettazione della separazione. La cosa più ovvia da dirci e da dirsi è: mamma e papà non sono più coppia, ma restano genitori insieme per sempre.

Purtroppo questa constatazione, per quanto evidente, non sempre trova riscontro nella vita reale. I genitori, in crisi personale per il fallimento del progetto di coppia e di famiglia, non sempre riescono a distinguere il ruolo di partner da quello di genitore. Le sofferenze e le fragilità del percorso adulto finiscono così per impattare sulla vita del bambino. Proprio in questi frangenti occorrerebbe ricordare una priorità fondamentale: prima di tutto il benessere di mio figlio.

Non è facile sostenere adulti che vivono il dolore del fallimento familiare, tuttavia alcuni passi importanti dovrebbero essere compiuti, anche nella difficoltà.

I possibili passi del genitore separato

Premesso che non esistono formule universali o standard, che nessuno può insegnare il difficile mestiere del genitore e che si impara sbagliando e si sbaglia imparando, ci permettiamo di indicare alcune strategie possibili per sostenere il bambino nell’affrontare la separazione dei genitori.

Dialogo sincero e trasparente

I bambini non sono sordi né ciechi e possiedono una spiccata intelligenza emotiva. È importante coinvolgerli, raccontare, spiegare e soprattutto ascoltare il loro turbinio emotivo.

Non si parla male dell’altro genitore
I bambini non hanno un genitore preferito. I genitori sono i loro punti di riferimento e la loro sicurezza. Non si parla male dell’altro e non si coinvolgono i figli nei conflitti: hanno già i loro problemi e non devono farsi carico delle difficoltà degli adulti.

Il bambino non è un’arma di contesa
Il bambino ha diritto a uguale cura e tempo con entrambi i genitori. Anche il partner più responsabile della separazione resta comunque un genitore. Non si priva il bambino del suo punto di riferimento solo perché l’adulto è stato ferito.

Tempo insieme
Può sembrare paradossale, ma il bambino ha bisogno di trascorrere tempo con entrambi i genitori insieme. Non basta dividere equamente i tempi. Al bambino manca il diritto a una passeggiata, a un gioco, a un film con mamma e papà insieme. Si resta genitori insieme, anche se separati.

Le ingerenze
Nonni, amici, zii, nuovi compagni: il bambino deve sapere con chiarezza che i suoi genitori restano sempre gli stessi. Nessuno può sovrapporsi alla loro cura e presenza. Un nuovo compagno è accettabile solo se non toglie nulla di ciò che il bambino aveva prima.

Il progetto educativo
Il progetto educativo del minore si costruisce insieme. Le scelte scolastiche, le attività e gli indirizzi educativi più importanti devono essere condivisi. Anche regole e confini devono essere coerenti e rispettati da entrambi. Mamma e papà restano una voce unica, rassicurante, regolante e autorevole.

Il punto di vista del bambino

Il bambino affronta una difficoltà spesso più grande del dolore dell’adulto. Deve riorganizzare la propria mappa emotiva, rivedere schemi affettivi e relazionali, affrontare paure e perdita di sicurezze.

Compito e responsabilità dei genitori è accompagnarlo con amore e pazienza, ponendosi domande fondamentali:
Cosa posso fare meglio? Il mio comportamento è corretto o devo rivedere qualcosa? Mio figlio sta bene?

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