Il valore educativo del gioco nell’apprendimento

30 Settembre 2025


Dottoressa Nadia Di Lorenzo
Pedagogista clinico
Direttore del centro GioEduLab
Direttore regionale ANPEC Sicilia

Il valore educativo del gioco nell’apprendimento

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Se la parola educare indica la capacità di ex-ducere, ossia “tirare fuori”, comprendiamo subito come il ruolo di qualsiasi educatore non sia “mettere dentro” qualcosa nella personcina in via di sviluppo, quanto aiutare il bambino a portare fuori da sé tutte le sue potenzialità, abilità e disponibilità per affrontare le sfide della crescita.

L’educatore, inoltre, deve essere inteso come qualunque persona instauri una relazione educativa con il minore: genitore, nonno, insegnante, istruttore sportivo, tata… qualsiasi figura che si prenda cura del bambino diviene educatore, con un ruolo proprio e specifico.

La responsabilità dell’educatore è quindi enorme: sostenere lo sviluppo del bambino nella conoscenza di sé, dei propri talenti e nella capacità di utilizzarli, tirandoli fuori da sé. È un percorso intenso e significativo, di cui l’adulto è autore e mediatore.

Il gioco come strumento di crescita e sviluppo

Un percorso in cui il gioco esprime un ruolo fondamentale. Spesso siamo portati a pensare che il gioco abbia una componente esclusivamente ludica, quasi fosse “tempo libero” e quindi poco serio. In realtà, durante il gioco si esprime a pieno la potenzialità dell’azione educativa ed è nella dinamica giocata che il bambino esplora le sue capacità e impara a metterle in movimento.

Il gioco ha quindi un valore educativo essenziale ed è il luogo della crescita per eccellenza.

  • Nel gioco libero il bambino esprime la propria personalità e si attiva con le sue potenzialità.
  • Nel gioco strutturato sperimenta regole e limiti, impara a muoversi entro direttive pur nel divertimento.
  • Nel gioco di ruolo entra nei panni di qualcun altro, sviluppa comprensione ed empatia.
  • Nel gioco di gruppo si confronta con l’altro, impara rispetto, alterità e collaborazione.

Apprendere giocando: una strategia efficace anche per studenti con DSA

Poste queste premesse, il gioco ha un ruolo fondamentale anche nell’apprendimento, perché agisce sul piano emotivo e motivazionale. Ogni volta che affrontiamo un compito, l’aspetto emotivo influenza la motivazione: ciò che procura piacere ci attira, ciò che genera ansia o fatica ci allontana.

Lo stesso vale per l’apprendimento: il bambino sarà portato ad applicarsi nello studio tanto più questa sarà un’esperienza piacevole e motivante.

Da GioEduLab crediamo che se un bambino con difficoltà di lettura impara a leggere giocando con libri e pagine, otterrà risultati migliori che con un mero potenziamento tecnico. Se scrivere è faticoso, imporre allenamenti rigidi rischia di generare evitamento. Al contrario, se si scrive giocando – con il corpo, con le corde, sui muri, sulla schiena del compagno – la scrittura diventa un’esperienza positiva che motiva e lascia traccia emotiva.

Il valore educativo del gioco nell’apprendimento

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